NO EURO: DALLA PAURA ALLA SPERANZA

Mercoledì 16 Aprile 2014 ore 10.00, presso il Salone degli specchi dell’Università telematica Pegaso (Palazzo Zapata – Piazza Trieste e Trento 48 – Napoli),

dibattito aperto

NO EURO: DALLA PAURA ALLA SPERANZA

Introducono:

On. Marcello Taglialatela

On. Luciano Schifone

Partecipano:

On. Gianni Alemanno, Presidente della Fondazione Nuova Italia

Prof. Alberto Bagnai, autore del libro “Il tramonto dell’euro. Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa”

Dott. Mario Giordano, autore del libro “Non vale una lira. Euro, sprechi, follie: così l’Europa ci affama”

Modera:
Prof. Elio Pariota, Direttore generale dell’Università telematica Pegaso

ALEMANNO: IN EUROPA TORNA A SOFFIARE UN VENTO DI DESTRA

L’affermazione dell’Ump e del Front National rappresenta una sconfitta nettissima di un governo di sinistra incapace di difendere gli interessi della Francia in Europa. Questo risultato conferma che in Europa torna a soffiare un vento di destra che giungerà anche in Italia.

Sta adesso all’Ump aprire il proprio programma alle ragioni del Front National, superando i limiti del Partito Popolare Europeo con una forte critica all’euro e alla tecnocrazia di Bruxelles.

I gollisti francesi si ricordino che Nicolas Sarkozy fu sconfitto proprio per la sua sudditanza ad Angela Merkel e alle politiche di rigore imposte dalla Commissione europea.

Il centrodestra vince in Europa spostandosi a destra e trovando una strada per un profondo cambiamento delle Istituzioni europee.

Lo dichiara Gianni Alemanno membro dell’Ufficio di Presidenza Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale.

GIANNI ALEMANNO: “IL 4 E L’8 APRILE DUE INCONTRI PER PRESENTARE FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE E IL PARTITO DELLA NAZIONE”

Cari amici,
l’8 e il 9 marzo nel Congresso fondativo di Fiuggi è nato il nuovo partito politico “Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale”.
Questo progetto ha due obiettivi fondamentali.
Il primo è quello di offrire una nuova casa comune a tutti coloro che si ritrovano nei valori della destra e, più vastamente, a chi vuole rimettere l’interesse nazionale al centro dell’azione politica. Oggi c’è un’emergenza drammatica al di sopra di ogni altra priorità: ridare speranza all’Italia, per portarla fuori da una crisi economica e morale che sta distruggendo il nostro presente e il nostro futuro.
Per questo abbiamo costituito il movimento “Prima l’Italia”, che sostiene attivamente l’azione del nuovo partito FdI-An, per difendere gli interessi  del popolo italiano nell’Unione europea e nell’economia globale.  Questi saranno i temi principali su cui, il 25 Maggio, affronteremo la sfida delle Elezioni europee.
Il secondo obiettivo è quello di contribuire alla rigenerazione del centrodestra italiano, che oggi si trova diviso tra chi sostiene il governo Renzi e chi, come noi, è schierato all’opposizione. Ma tutti insieme dobbiamo prepararci, sulla base di regole nuove e di un programma ambizioso, a sfidare elettoralmente il centrosinistra di Matteo Renzi.
Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale ha posto come condizione fondamentale l’utilizzo del metodo delle primarie per la scelta dei candidati ad ogni livello, dai Sindaci al Presidente del Consiglio. In questo modo vogliamo ridare valore al merito e alla rappresentatività per la selezione della classe dirigente del centrodestra.
Anche il programma del nostro schieramento deve nascere da un confronto pluralistico fra diverse posizioni politiche, economiche e sociali. Non vogliamo  cercare il compromesso fine a se stesso, perché non è questa la strada né per vincere le elezioni né per governare bene il Paese.
Per confrontarci su questo progetto politico abbiamo fissato due appuntamenti, in cui parteciperò personalmente:
- Venerdì 4 aprile alle ore 18.00, al Visconti Palace Hotel (via Federico Cesi 37),  ASSEMBLEA POLITICA con un ampio confronto tra tutti i presenti e la partecipazione di GIORGIA MELONI, Presidente di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale; 
- Martedì 8 aprile alle ore 18.00 a Palazzo Ferrajoli, (Piazza Colonna 335), PRESENTAZIONE DEL MIO LIBRO “IL PARTITO DELLA NAZIONE”, con una tavola rotonda con la partecipazione di  ALESSANDRO GIULI, ANGELO MELLONE, GENNARO SANGIULIANO, MARCELLO VENEZIANI.

Sicuro che non vorrete mancare a questi appuntamenti, vi saluto cordialmente.

                                                                               Gianni Alemanno

FDI – AN: PERCHE’ SIAMO CONTRO L’EURO E PERCHÉ RENZI NON DICE LA VERITA’ SULL’EUROPA

Il premier Renzi, nella sua relazione alla Camera dei Deputati, è stato totalmente evasivo sui risultati del suo tour in Europa.
Ancora una volta si è trincerato dietro fumose e retoriche affermazioni sull’univocità di obiettivi tra noi, la Germania e l’Unione Europea, affermazioni che tutti gli italiani sanno essere prive di logica e di fondamento.
La realtà è che Matteo Renzi non ha ottenuto nulla in Europa, se non degli ovvi apprezzamenti sulle sue promesse di rispettare l’agenda di riforme che ci viene imposta da Bruxelles.

I retroscena che emergono dall’incontro tra Matteo Renzi e Angela Merkel chiariscono la situazione in cui si trova l’Italia in Europa, al di là dei silenzi e della retorica delle dichiarazioni ufficiali.

In realtà, come si evince da molti reportage giornalistici, il Cancelliere tedesco ha duramente richiamato il Premier italiano al rispetto di tutti i Trattati europei, senza nessuna concessione di deroghe o rinvii.

In particolare, i nostri partner tedeschi hanno sottolineato che, ben oltre il rispetto del 3% del deficit/Pil del Trattato di Maastricht, dobbiamo rispettare i vincoli del Fiscal Compact, del Patto di stabilità e del pareggio di Bilancio.

Dal 2015 l’Italia dovrà iniziare a pagare 54 miliardi di euro l’anno per 20 anni, per raggiungere l’obiettivo di portare l’attuale debito pubblico dal 130% al 60% del Pil. In più il Patto di stabilità impedisce alle amministrazioni centrali e periferiche di fare ogni serio investimento necessario per lo sviluppo o anche, semplicemente, per garantire la fruibilità delle infrastrutture. Infine, il pareggio di bilancio, inserito in Costituzione, incide sulla disciplina finanziaria dell’Italia molto più del 3% del deficit/Pil.

In questa situazione, è tecnicamente impossibile che il Governo italiano possa lanciare delle politiche di sviluppo o abbassare seriamente le tasse, come viene spericolatamente promesso nelle “operazioni immagine” del Presidente del Consiglio.

In sintesi, al termine del suo tour europeo, Matteo Renzi non solo non ha ottenuto nulla dagli altri governi dell’Unione, ma si trova chiuso in una morsa più stretto di prima.

La fuoriuscita dall’Euro rimane l’unica reazione possibile per fronteggiare questa situazione, perché mette sul tavolo negoziale la sola rivendicazione in grado di incidere sugli equilibri politici ed economici che oggi esistono in Europa.
Questo viene intuito anche dai cittadini che, secondo il sondaggio dell’istituto Demopolis, per il 58% si dichiara convinto che la moneta unica abbia effetti negativi per il nostro Paese e per il 68% afferma di non avere fiducia nelle politiche dell’Unione Europea.

Per questi motivi Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, nel suo Congresso fondativo di Fiuggi, ha scelto di schierarsi a favore dell’uscita dall’Euro e per una complessiva rinegoziazione dei Trattati europei. Si tratta di una scelta di realismo politico ed economico, non di una semplice operazione demagogica o propagandistica.

Avevamo già denunciato che una generica rivendicazione di “battere i pugni sul tavolo” dell’Unione Europea non avrebbe avuto alcuna incidenza: oggi i risultati del giro europeo di Renzi confermano questa facile previsione. Il Presidente del Consiglio, con facili giochi di parole, ha eluso tutti i nodi essenziali della nostra situazione in Europa, anche quando – come noi avevamo richiesto – è venuto a riferire in Parlamento dei suoi viaggi a Parigi e Berlino.

L’unica speranza per riportare rapidamente il nostro Paese sulla strada dello sviluppo e dell’aumento dell’occupazione è di far saltare tutto il sistema dei Trattati e dei vincoli europei, portando l’Italia fuori dall’Euro e contribuendo, di fatto, alla dissoluzione dell’Eurozona. Si tratta di una scelta difficile ma è l’unica scelta forte e realistica con cui possiamo tentare di modificare le politiche recessive della Germania e dell’Unione Europea.

Al di là di tutte la facili rassicurazioni che Matteo Renzi sta distribuendo in queste settimane, se la situazione non viene radicalmente modificata, nel 2015 l’Italia rischia di trovarsi di nuovo in procedura di infrazione e di vedersi commissariata, così come è già successo alla Grecia.

Il primo impegno di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale è quello di trasformare le prossime elezioni europee in un plebiscito popolare, che imponga trasversalmente questa linea di fermezza al Governo italiano per una svolta nei rapporti con l’Unione Europea.

Nei prossimi due mesi svilupperemo una campagna capillare per smentire tutte le paure che vengono evocate intorno alla fuoriuscita dall’Euro e per spiegare che questo potente segnale è l’unico in grado di innescare una nuova speranza di sviluppo e di crescita per la nostra Nazione.

Non dobbiamo più fare gli “Yes-man” in Europa ma dobbiamo aprire, insieme agli altri paesi meridionali, un contenzioso esplicito nei confronti della Germania e della burocrazia di Bruxelles.

La crisi economica si supera solo con una forte riappropriazione della sovranità nazionale in Europa e nell’economia globale.

CONGRESSO FRATELLI D’ITALIA – ALLEANZA NAZIONALE, L’INTERVENTO DI GIANNI ALEMANNO Archivio news